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Il colosso del tabacco scommette sull’evoluzione dei prodotti che diano la stessa soddisfazione delle sigarette senza danni alla salute

Un futuro senza fumo: ad augurarselo è il primo produttore mondiale di sigarette. Una notizia del genere “un uomo morde un cane” ha colpito il settore del tabacco perché uno dei top-manager della Philip Morris International (PMI), Tony Snyder, Vice Presidente Comunicazione, l’ha detto chiaro e tondo: “I contributi da parte degli esperti di salute pubblica, la comunità scientifica e gli organi regolatori accelereranno fortemente il passaggio dalle sigarette ai prodotti senza fumo”.

Sia chiaro: in Philip Morris hanno scelto questa strategia da tempo, investendo oltre 3 miliardi e impiegando 400 ricercatori nello sviluppo di prodotti che diano la soddisfazione del fumo della sigaretta senza per questo infliggerne i connessi danni alla salute. La chiave di volta sulla quale il colosso fa leva è oggi la sigarette senza combustione – si chiama IQos ed è già in distribuzione in Italia – che elimina così le scorie legate appunto al fuoco facendo esalare aromi dal tabacco riscaldato.

Più di un milione di fumatori adulti – recita una nota della PMI – è passato dal consumo delle sigarette classiche all’uso della IQos. I fumatori adulti sempre più spesso sono consapevoli della nocività del fumo – ha detto in sostanza Snyder – e quindi cercano la possibilità di scegliere un prodotto che offra la stessa soddisfazione in termini di gusto, rituale e piacere che traggono dalle sigarette, ma con quantità decisamente minori dei composti dannosi che si ritrovano nel fumo. La IQos è stata lanciata alla fine del 2014 e, si prevede, nel 2017 sarà disponibile nelle principali città di oltre 30 Paesi.

Nel dicembre del 2016, PMI ha presentato domanda al Centro per i prodotti a base di tabacco della Food and Drug Administration (FDA) americana perché la IQos venisse introdotta nella categoria dei cosiddetti prodotti del tabacco “a rischio modificato”

Ma come funziona l’iQOS? 

Il meccanismo si compone di due parti: una elettronica che scalda (ma non brucia) il tabacco e uno stick che contiene filtro e tabacco lavorato. Quest’ultimo, dunque, essendo solo “riscaldato” evapora e non produce le tipiche sostanze della combustione, nocive per l’organismo e l’ambiente. Per chi lo aspira, almeno secondo la promessa della multinazionale del tabacco, i danni alla salute dovrebbero essere limitati.

 

Panorama

 

Luca De Stefano
Appassionato del web.
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