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Salve a tutti! Come state? Spero che questa piccola rubrica possa farvi appassionare ad una materia tanto interessante quanto poco conosciuta (perché piena di pregiudizi che più in là cercheremo di smantellare) come la psicologia!

Oggi tratteremo uno dei concetti più chiacchierati tra varie discipline.

Come ben sappiamo, l’amore è da sempre stato uno dei fenomeni più studiati ed osservati, sia “fisiologicamente” (per quel che si può vedere, essendo qualcosa di astratto) che romanticamente da tutti i più famosi filosofi, letterati e poeti.

Anche molti psicologi hanno osservato questa variabile così complessa, in particolare è stata proposta tra il 1986 e 1988 una teoria singolare e schematica da parte dello psicologo statunitense Robert Sternberg.

Dopo aver misurato l’opinione e i comportamenti di vari soggetti su questo concetto, egli ha estratto da tutti i dati raccolti tre dimensioni, o ingredienti che possono miscelarsi in tantissimi modi: intimità, passione  ed impegno.

  • L’intimità fa riferimento alla confidenza, affinità, Questo ovviamente porta due individui a prendersi cura dell’altro, ad aprire all’altro la propria autenticità e i propri sentimenti, a considerare il rapporto speciale e di grande valore nella propria vita;
  • La passione fa riferimento invece all’attrazione fisica e agli aspetti più implulsivi di una relazione. Le prime due dimensioni sono quelle che posso maggiormente fuggire dal nostro controllo, è necessaria infatti una buona consapevolezza del sé e gestione delle proprie emozioni per evitare di esserne travolti, producendo reazioni eccessive sia in positivo che in negativo;
  • L’impegno rappresenta la dimensione più razionale e cognitiva che porta alla decisione di poter fare progetti a lungo termine con la persona amata. Questa dimensione è definita anche la più fredda, poiché è sempre sotto il nostro controllo.

La combinazione di queste tre componenti determina così la categorizzazione di differenti legami in relazione alla presenza o assenza di una o più delle varie dimensioni.

Al di là del non amore, che potrebbe rappresentare la semplice antipatia (cercando di voler rendere il concetto più elementare), è singolare poter vedere che ci siano così tante forme differenti di amore.

Cerchiamo di dare una definizione ad ognuna di esse:

  • Il piacersi (detta anche simpatia) è quel sentimento che si riferisce ai rapporti di amicizia, poiché non c’è la progettazione di una futura vita insieme o l’attrazione fisica;
  • L’infatuazione rappresenta la prima fase di una relazione amorosa, ovvero l’innamoramento, che nasce e si sviluppa improvvisamente. Questo rapporto si basa sull’idealizzazione dell’altro più che sulla sua reale conoscenza e dura solo se ad essa si aggiungono le altre dimensioni, o comunque fino a quando uno dei due non si scontra con una delusione derivante dal confronto con la realtà;
  • L’amore vuoto fa in genere riferimento a quei rapporti in cui entrambi i partner decidono di restare insieme soltanto per mantenere le decisioni che sono state prese, oppure può far riferimento ai cosidetti “matrimoni di convenienza” che il passato erano frequenti in molte culture per motivi economici e/o politici;
  • L’amore romantico che si riferisce alle tipiche intense storie d’amore letterarie e cinematografiche. Spesso la componente impegno non è presente per via di ostacoli o circostanze esterne che impediscono alla coppia di progettare un futuro;
  • L’amicizia amorosa è il caso dei rapporti che durano da tanto tempo, consolidati sotto il profilo dell’intimità, anche se hanno visto lentamente sfumare quello della passione;
  • L’Amore fatuo  in questo caso, invece , l’impegno è conseguenza solo della passione senza il supporto dell’intimità e della conoscenza reciproca. È il caso per esempio di matrimoni dettati da decisioni impulsive prese sull’onda dell’infatuazione;
  • L’amore completo è quello che romanticamente rappresenta l’amore eterno. Probabilmente è la forma d’amore più impegnativa, poiché non è semplice mantenere un equilibrio tra le tre dimensioni per uno spazio temporale relativamente molto lungo.

Per adesso è tutto e ci fermiamo qui. Alla prossima!

Orsola Perillo

 

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI:R.J. Sternberg,A triangular theory of love, inPsychological Review, 1986, vol. 93 (2), pp. 119–135

 

Orsola Perillo
Neo laureata e tirocinante in psicologia cognitiva e del lavoro, membro dell'Associazione Infinito.
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3 Comments

  1. Irina Polise

    Davvero interessante. Fa riflettere sul fatto che un rapporto umano possa essere realmemte misurato razionalmente.. e pensate che esistono addirittura delle formule per misurare approssimativamente i livelli di una relazione. Brava Orsola!👏🏻😘

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