Con il termine pet therapy  si indica letteralmente la terapia dell’animale da affezione, dall’unione dei due termini: pet che significa animale da affezione e therapy che significa terapia o cura. Con l’ausilio dei nostri amici animali la qualità della terapia migliora sensibilmente ed il paziente trae dei benefinci enormi anche a livello emotivo e caratteriale.  Si tratta di una  pratica di supporto ad altre forme di terapia tradizionali che sfrutta gli effetti positivi dati dalla vicinanza di un animale a una persona. E’  sempre più diffusa  negli ospedali e nelle scuole ed ha dei riscontri molto positivi grazie alla relazione che si instaura fra un animale domestico (cani , gatti, conigli , asini  e cavalli, ovviamente certificati e addestrati a fare ciò)  e un utente (bambino, anziano, persona malata etc…): una sintonia complessa e delicata che stimola l’attivazione emozionale e favorisce l’apertura a nuove esperienze, nuovi modi di comunicare, nuovi interessi. L’animale non giudica , non rifiuta, si dona totalmente, stimola sorrisi, aiuta la socializzazione, aumenta l’autostima e non ha pregiudizi. In sua compagnia diminuisce il battito cardiaco, calano le ansie  e le paure . Insomma gli effetti posiviti di queste meravigliose creature sono molteplici e ci fanno ancora di più capire quanto siano eccezionali, ma  gli animali sono davvero felici di poter aiutare gli umani? Secondo un recente studio sembrerebbe proprio di si. Infatti i cani utilizzati nei reparti di neoplasia pediatrica su cui è stato condotto lo studio hanno mostrato di essere tutt’altro che stressati dal loro “lavoro”: i loro comportamenti, anzi, trasmettevano gioia e felicità. La ricerca è stata condotta da American Humane , un’organizzazione animalista americana che ha svolto un’indagine in cinque diversi ospedali in tutto il Paese. Complessivamente sono stati monitorati oltre un centinaio di pazienti e 26 cani. L’obiettivo era testare il livello di cortisolo (l’ormone che aumenta con lo stress) negli animali e il loro comportamento nel relazionarsi ai piccoli pazienti malati. Il primo dato emerso è che il cortisolo –  prelevato con un campione di saliva – non subiva modifiche significative quando il cane stava con i pazienti rispetto a quando si trovava a casa. Altri test sono stati effettuati filmando la reazione di questi animali a contatto coi pazienti ed i risultati hanno confermato che queste attività gli risultavano decisamente gradite. Da questo risulta evidente  quanto siano meravigliose tutte le creature di questo pianeta e quanto sia importante salvaguardarle e rispettarle perchè possono offrirci veramente tanto. 

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *