Le milioni di specie che popolano il nostro splendido pianeta sono variegate e meravigliose. Sicuramente però le più affascinanti sono le specie marine : misteriose, dalle forme più disparate, adattate in un habitat che non è il nostro e dalle tecniche di attacco e difesa più affascinanti e diversificate. Alcune di queste, che richiamano la nostra attensione, utilizzano scariche elettriche sia come difesa che come attacco. L’immagine che è stata allegata è quella di una splendida torpedo fuscomaculata, abitante dell’oceano pacifico il quale è capace di produrre delle scariche elettriche molto potenti per orientarsi, difendere ed attaccare, il tutto tramite organi elettrofori. Questi animali sono molto studiati dai biologi per le loro particolarità, ma oggi sono anche nel mirino dello studio di ricercatori medici. Questo perchè le modalità con cui alcuni animali marini utilizzano le scariche elettriche, per difendersi dai predatori o per prendere conoscenza del mondo circostante, possono essere analizzate per comprendere meglio l’epilessia umana. L’epilessia è una sindrome caratterizzata dalla ripetizione di crisi epilettiche dovute all’iperattività di alcune cellule nervose cerebrali (i cosiddetti neuroni ). Tali crisi comprendono un’insieme di manifestazioni caratterizzate da brevi episodi di perdita di conoscenza (assenze) e da alterazioni sensitive, psichiche o motorie, più o meno accompagnate da spasmi o da contrazioni della muscolatura scheletrica di tipo convulsivo e sono milioni le persone al mondo che ne soffrono. È questo il proposito di uno studio apparso su Current Biology guidato da un gruppo di ricercatori dell’Università del Texas di Austin e della Michigan State University. 

Ad interessare particolarmente gli studiodi  sono proprio quei pesci che producono impulsi elettrici incredibilmente veloci e brevi anche per comunicare con gli altri pesci che, senza interferire con i segnali degli altri, il tutto riuscendo spesso ad evitare anche i sopraffini sistemi di rilevazione elettrica sviluppati da alcuni loro predatori tra cui il pesce gatto.

Lo studio conferma che l’organo che produce gli impulsi elettrici è posto vicino alla coda. La carica avviene grazie ad una proteina, denominata KCNA7, che tra l’altro è presente anche nel cuore e nei muscoli dell’uomo.
Questi impulsi durano pochi decimi di millesimo di secondo ed è stupefacente anche il fatto che alcuni predatori si sono evoluti per riuscire a discriminare le differenze temporali nelle scariche elettriche inferiori anche a 10 milionesimi di secondo.

Secondo gli scienziati, in ogni caso, gli stessi percorsi elettrici utilizzati dai pesci possono aiutare a fare luce su alcune condizioni umane tra cui l’epilessia, condizione in cui gli stessi impulsi elettrici che circolano nel cervello e muscoli vanno poi a causare le convulsioni. Analisi più approfondite, inoltre, potrebbero essere utilizzate anche per scoprire di più sulle emicranie e su alcune codicilli cardiaca. La ricerca ha già fatto molti passi avanti ma si spera sempre di farne altri in futuro per aiutare sempre più persone. 

#lemeravigliedeglianimali 

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