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La vittima è un ragazzo autistico oggi 21enne. Col consenso dei pm e del giudice, l’uomo ha patteggiato 1 anno e 10 mesi. 

Per anni ha abusato sessualmente di un disabile al 100%, affetto da autismo, e se la cava senza fare nemmeno un giorno di carcere e con un risarcimento di appena 5 mila euro. La vittima delle violenze oggi ha 21 anni, ma per i medici avrebbe un’età mentale di un bambino di appena 6 anni. Il processo a carico del responsabile delle violenze, un ex pasticcere di 60 anni della provincia di Cuneo, si è concluso qualche settimana fa. Sconvolti i genitori adottivi del ragazzo, anche perché l’uomo era un amico di famiglia a cui lo avevano affidato per qualche ora al giorno perché loro erano impegnati al lavoro.

Danni permanenti

Il tribunale di Cuneo ha accolto la richiesta di patteggiamento, concedendo tutte le attenuanti e limitando la condanna a 1 anno e 10 mesi. Eppure le prove nei confronti dell’ex pasticcere sono schiaccianti e documentate anche da videoregistrazioni raccolte dal padre della vittima. «È lecito chiedersi a questo punto se valgano di più i diritti di un predatore sessuale o quelli di un ragazzo autistico disabile mentale e purtroppo la risposta appare scontata», commenta il genitore adottivo, G.M.V., 53 anni, consulente. L’uomo che doveva accudire il ragazzo quando i genitori erano fuori casa ha approfittato della loro fiducia per abusarne. «Siamo turbati dal fatto che le pm che hanno seguito il caso, Chiara Canepa e Carla Longo della Procura di Cuneo, abbiano praticamente concordato con l’imputato la pena e dato il benestare al patteggiamento. Quest’uomo non farà nemmeno un giorno di carcere. Ma i danni che ha creato a nostro figlio dureranno tutta la vita. Ora il suo carnefice è libero, senza nemmeno il divieto di avvicinarsi».

 
Richiesta di giustizia

Tante le domande. «Quello che non capisco è come mai poi la magistratura non ne abbia ordinato l’arresto — si chiede il padre — . Nessuna misura, neanche gli arresti domiciliari. Il pubblico ministero ha accettato il patteggiamento. E il giudice Alberto Boetti ha ridotto la pena per la violenza sessuale, che secondo il nostro codice è da 5 a 10 anni, partendo dalla pena minima di 5 anni e poi applicando tutte le attenuanti, al punto che da 5 anni la pena concordata è scesa a 22 mesi, quindi non farà nemmeno un giorno di carcere». L’uomo comunque non si dà per vinto: «Ho scritto al procuratore capo di Torino Armando Spataro per chiedergli di intervenire, ieri mi ha fatto chiamare e mi riceverà a novembre. Vogliamo giustizia per nostro figlio e spero scatti anche un’ispezione del ministero».

Gli esperti

L’avvocato Alberto Leone, difensore dell’uomo che ha patteggiato, non vuole replicare. Massimiliano Frassi, presidente della Onlus Prometeo per la lotta alla pedofilia, che ha seguito la famiglia del ragazzo, commenta: «Magistrati in prima linea nella lotta alla pedofilia e ai reati sessuali, come Pietro Forno ora procuratore aggiunto a Milano, si sono sempre opposti ai patteggiamenti in casi come questo». Un esperto di queste materie, il penalista Alessandro Continiello aggiunge: «Il pm poteva rifiutare il patteggiamento. E il giudice opporsi. La difesa ha fatto bingo, la giustizia reale ne esce sconfitta».

Corriere Della Sera

Luca De Stefano

Appassionato del web.

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