Antonello Venditti cantava e ancora risuona nelle nostre menti, nei nostri sogni, nelle nostre speranze il brano “Notte prima degli esami” che ha emozionato, commuove e toccherà generazioni su generazioni di giovani maturandi nella fatidica notte antecedente all’inizio dei temuti esami.

Tratta Firenze-Napoli…sto viaggiando su un treno ad alta velocità, ho sempre con me il fido notebook e quel paio di auricolari regalatemi da una persona speciale conosciuta in quel di Milano durante il mio soggiorno scolastico, per godermi in silenzio tanta buona musica e concentrarmi nella stesura di questo articolo; non credevo che imprimere su una pagina virtuale il mio punto di vista, il mio sguardo critico sul mondo mi divertisse così tanto e puntualmente lo faccio mentre viaggio, in pace con la realtà esterna che vedo scorrere veloce dietro ad un finestrino, oggi piuttosto opaco e sporcato dalle goccioline di una tipica pioggia estiva.

Solo dieci anni fa mi apprestavo a vivere una delle notti più eccitanti della mia vita perchè a vent’anni il mondo ci fa più paura del solito, vogliamo a tutti i costi sentirci “grandi” per essere all’altezza delle aspettative, per essere accettati dagli altri ma è al riparo della nostra stanza che siamo veramente noi stessi, lasciando venir fuori inesorabilmente i dubbi e le incertezze di un’età cruenta. Le mura tinteggiate di verde chiaro mi rasserenavano, quei grossi manuali di letteratura italiana non erano poi così temibili: il pessimismo cosmico del giovane Leopardi, i decadenti Pirandello e Svevo, Montale e il suo “male di vivere” apparivano ai miei occhi come i protagonisti di un universo parallelo lontano ma allo stesso tempo vicino che decisi di ammirare, uscendo fuori in terrazza e rivolgendo lo sguardo al cielo squarciato da una pallida luna, un fitto manto stellato e le lucine della città in lontananza. Con lo stomaco in subbuglio e il cuore gonfio di sensazioni forti, uniche, che solo una volta nella vita capitano, affrontavo quella magica notte. 

 

“Si accendono le luci qui sul palco ma quanti amici intorno che viene voglia di cantare…forse cambiati, certo un po’ diversi ma con la voglia ancora di cambiare” – Antonello Venditti

 

E la nostalgia ora prende il sopravvento perchè molti anni sono passati e molte delle speranze riposte in quella notte sono rimaste disilluse ma molte altre si sono accese osservando in sordina gli sguardi stanchi e preoccupati di quelli che quest’anno sono stati i miei alunni e ascoltando e cercando di supportare nel mio piccolo tutte le loro perplessità, la giusta ansia e quella profonda voglia di capovolgere il mondo e inondarlo di leggerezza e spensieratezza.

La prima prova sarà quella di italiano, in apparenza la più semplice, in realtà la più complicata perchè confrontarsi e riuscire ad entrare nel pensiero, nella poetica, nella dialettica di autori vissuti anni e anni orsono, approfondire fatti storici senza esserne stati protagonisti, esprimersi in piena libertà su situazioni vicine e lontane, non è semplice, ogni epoca è governata da leggi e principi a sè stanti: la bellezza è tutta qui, la diversità e la diatriba possono caratterizzare al meglio un valido elaborato di italiano.

Auguro ai miei alunni e a tutti i maturandi di godere a pieno di tutto ciò che questa notte appena trascorsa e questo proficuo periodo di esami sapranno regalarvi.

“Lasciatevi andare e disperdetevi nella bellezza che siete.” – Swami Kripalvanandaji

 

Autore

Mariarca Reale
Mariarca Reale
"Sii sempre il meglio di ciò che sei sempre stata"

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