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Rieccoci di nuovo con la nostra rubrica! Come ve la passate?

Vi è mai capitato di dire o di sentirvi dire di aver una buona o pessima memoria? Sicuramente sarà capitato ad ognuno di noi, e ciò ci porta alla deduzione che di memoria ce ne sia soltanto una ma… ne siete proprio sicuri? Per dimostrarvi che non è così vi racconto una storia, vera, di un paziente molto particolare.

Clive Wearing è un musicista di raro talento, direttore di un importante coro londinese che purtroppo nel 1985 contrae un’infezione cerebrale da herpes che gli provoca un esteso danno cerebrale nelle aree deputate alla memoria.

Egli riusciva a trattenere un ricordo o un informazione soltanto per pochi secondi, diceva di ricordare a grandi linee la sua vita passata, di aver frequentato l’università di Cambridge, ma non era in grado di riconoscere la fotografia del suo college. Non ricordava nemmeno di essersi risposato, eppure salutava sempre con grande trasporto la moglie quando veniva a trovarlo in ospedale. Non era in grado di leggere un libro o di vedere un programma televisivo, perché dimenticava subito la pagina o le scena precedente, e se fosse uscito dalla stanza si sarebbe immediatamente perso.

Esisteva però una parte della sua memoria che sembrava intatta: quella concernente la musica. Quando i membri del suo coro vennerò a trovarlo, scoprì di essere ancora in grado di dirigerli: sapeva leggere lo spartito e cantarlo accompagnando con il piano! Quando dirigeva, suonava e cantava gli sembrava di essere tornato in sé, ma appena smetteva ripiombava nell’oblio e nello sconforto.

Ma come è possibile tutto ciò? Anche le attività relative al suo lavoro si abbracciano alle capacità di memoria e apprendimento, cosa significa questo?

Molto semplicemente, la nostra memoria non è semplice ed unitaria, ma è un sistema con un quadro altamente complesso che può essere ulteriormente dimostrato con altri esempi di casi clinici, oppure attraverso l’utilizzo di sistemi di neuroimmagine funzionale (TAC, PET) che mostrano quali aree cerebrali si attivano durante l’esecuzione di compiti specifici.

Ma quali e quante sono le memorie?

Prima di tutto è necessario fare due differenti distinzioni in relazione a due variabili importanti: tempo e consapevolezza del ricordo.

Secondo la componente tempo, ovvero per quanto riesco a ricordare, possiamo distinguere i processi di memoria in tre magazzini differenti:

  • MEMORIE SENSORIALI: basate sui nostri organi di senso, che registrano informazioni sonore (memoria ecoica) o visive (memoria iconica) per una brevissima durata (non più di 400 millisecondi) prima di essere dimenticate o passate al prossimo magazzino. Questi sistemi, pur avendo durata minima, hanno una capacità di immagazzinamento delle informazioni molto ampia;
  • MEMORIA A BREVE TERMINE: si riferisce alla prestazione di un particolare compito che viene testata immediatamente o dopo un intervallo di tempo brevissimo. Questo sistema di memoria ha una durata di mantenimento dell’informazione di pochi minuti, prima di passare (in alcuni casi) ad un magazzino molto più resistente;
  • MEMORIA A LUNGO TERMINE: rappresenta un magazzino estremamente vasto, dove i ricordi restano al suo interno per periodi di tempo molto lunghi.In questo magazzino vi è una seconda suddivisione in sistemi:

– Memorie esplicite: si riferiscono a quelle situazioni nelle quali normalmente sappiamo di ricordare un fatto, informazione o luogo,
essa si suddivide in:
Memoria semantica: la quale contiene tutte le conoscenze che abbiamo sul mondo che ci circonda (Quali sono le capitali europee? Quali sono le opere di Pirandello?);
Memoria episodica: che si riferisce a tutte le nostre esperienze di vita passata (Il mio primo giorno di scuola, le mie ultime vacanze, ecc.).

 – Memorie implicite: sono  dei sistemi estremamente peculiari, dove le persone rievocano un ricordo passato senza essere consapevoli del fatto che stanno ricordando.Un esempio? Lo possiamo recuperare dalla storia di Clive: secondo voi quale sistema di memoria si attiva quando dice di non ricordarsi di essersi risposato, pur abbracciando in modo caloroso la propria moglie?

Questi sistemi sono altamente complessi da studiare, ma in genere appartengono a strutture cerebrali molto più profonde, e difficilmente vengono danneggiate.

Memoria procedurale: Un altro esempio e tipo di memoria implicita(conosciuta anche come memoria del corpo), avete notato che una volta imparato ad usare la bicicletta non dimentichiamo più come si fa, anche a distanza di anni che non la utilizziamo?E come mai, quando chiediamo a qualcuno di insegnarci, non riesce a spiegarcelo? Questo perché è una memoria del corpo, dove un’abilità motoria non utilizza e non ha bisogno del linguaggio per essere appresa.

Credete che sia finita qui? Invece no!

Anche se non è presente nello schema, da pochi anni è stato scoperto un altro sistema di memoria molto diverso dai precedenti: la memoria prospettica.

La memoria paradossalmente non si basa solo su fatti passati e presenti, ma ha la capacità di potersi proiettare nel futuro con l’utilizzo degli stessi.
Questo significa che ricordare non corrisponde soltanto al recupero di un ‘esperienza passata, ma serve anche per progettare piani, scopi, intenzioni future.
Ci sono molte attività quotidiane che possono essere degli utili esempi per poterla riconoscere: “Domani verso le quattro devo chiamare mia madre”, “Devo fare la spesa”, “Alla fine del convegno, devo incontrare un cliente” sono esempi di memoria prospettica

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Bene, per adesso abbiamo finito. Spero di avervi incuriositi e di non avervi tediato troppo! Da oggi se qualcuno vi chiederà: “Wow che memoria!!” potrete rispondergli: “A quale ti riferisci?” 😀

Alla prossima!

Orsola perillo

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI Baddeley, M. W. Eysenck, M.C. Anderson, La memoria, Il mulino, Bologna, 2009.
                                                                     Zorzi M. e Girotto V., Fondamenti di psicologia generale, Bologna, Il mulino, 2011

 

 

Orsola Perillo
Neo laureata e tirocinante in psicologia cognitiva e del lavoro, membro dell'Associazione Infinito.
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