Negli ultimi giorni una emergenza sta colpendo un piccolo paese nel milanese, Bresso; infatti Continua a salire il bilanciodelle vittime dell’emergenza legionellaDopo i due anziani, un uomo e una donna di 94 anni, morti tra ieri e lunedì, un’altra donna è deceduta oggi per le complicanze sopraggiunte dopo aver contratto il batterio; in totale sono 24 casi di infezione registrati.   L’anziana aveva 84 anni ed era ricoverata all’ospedale Bassini di Cinisello Balsamo (Milano), dove sono avvenuti gli altri due decessi. Ma adesso ci si chiede: Che cos’è la legionella ed effettivamente bisogna preoccuparsi? La legionella, o Malattia del Legionario, in gergo tecnico definita anche legionellosi è un’infezione polmonare causata dal batterio Legionella pneumophila. Le legionelle sono presenti negli ambienti acquatici naturali e artificiali: acque sorgive, comprese quelle termali, fiumi, laghi, fanghi. Da questi ambienti raggiungono quelli artificiali, come condotte cittadine e impianti idrici degli edifici, quali serbatoi, tubature, fontane e piscine, che possono agire come amplificatori e disseminatori del microrganismo. La legionellosi viene normalmente acquisita per via respiratoria mediante inalazione, aspirazione o microaspirazione di aerosol contenente Legionella, oppure di particelle derivate per essiccamento. Sono stati inoltre segnalati in letteratura casi di legionellosi acquisita attraverso ferita. Non è mai stata dimostrata la trasmissione interumana della malattia.

Dopo un periodo di incubazione variabile da 2 a 10 giorni (in media 5-6 giorni), si manifesta come una polmonite infettiva, con o senza manifestazioni extrapolmonari. Nei casi gravi può insorgere bruscamente con febbre, dolore toracico, dispnea, cianosi, tosse produttiva. Tra le complicanze della legionellosi vi possono essere: ascesso polmonare, empiema, insufficienza respiratoria, shock, coagulazione intravasale disseminata, porpora trombocitopenica e insufficienza renale. Si cura con una terapia antibiotica.

 La prevenzione si basa essenzialmente sulla corretta progettazione e realizzazione degli impianti che comportano un riscaldamento dell’acqua e/o la sua nebulizzazione, e sull’adozione di misure preventive (manutenzione e disinfezione). Sono considerati tali gli impianti idro-sanitari, gli impianti di condizionamento con umidificazione dell’aria ad acqua, gli impianti di raffreddamento a torri evaporative o a condensatori evaporativi, gli impianti che distribuiscono ed erogano acque termali, le piscine e le vasche idromassaggio.

La situazione non è molto rassicurante perchè l’Italia è il paese europeo in cui si ha il maggior numero di casi di infezioni da Legionella pneumophila, il batterio che ha ucciso una terza persona in pochi giorni nel milanese.

Secondo l’ultima edizione del rapporto annuale del centro Europeo per il Controllo delle malattie (Ecdc) che si riferisce al 2015, nel nostro paese ci sono stati 1535 casi confermati su oltre 7mila, un numero in costante ascesa sia da noi che in tutto il continente. Quattro paesi, Germania, Francia, Italia e Spagna hanno circa il 70% dei casi europei, riporta il documento. Proprio la Francia è seconda ‘in classifica’ nel 2015 con 1350 casi. Il tasso di mortalità registrato nel continente è dell’8%, e ad essere colpiti sono in prevalenza maschi sopra i 65 anni. Tra il 2011, anno di inizio della sorveglianza, e il 2015 i casi sono in costante ascesa in tutto il continente, segnala l’Ecdc. “Questo trend è probabilmente dovuto a diversi fattori – si legge nel report – fra cui una migliore sorveglianza, l’invecchiamento della popolazione, l’aumento dei viaggi e i cambiamenti climatici. Questi ultimi dovrebbero portare ad un aumento delle forti piogge e a temperature più alte, condizioni meteorologiche associate ad una incidenza più alta sia per effetto diretto nel ciclo di vita del batterio che per l’uso maggiore di potenziali fonti di contagio come i condizionatori con torri di raffreddamento”.

Per ridurre i potenziali contagi servono regolari controlli per la presenza del batterio e misure di riduzione del rischio nei sistemi idraulici nei luoghi dove ci sono turisti, negli ospedali o in posti dove c’è una forte presenza della popolazione a rischio più alto. Il batterio colpisce infatti soprattutto i maschi oltre i 50 anni, e altri fattori di rischio sono fumo, alcolismo, malattie polmonari preesistenti, compromissione del sistema immunitario e patologie croniche respiratorie o renali. Le opere di prevenzione devono essere fatte soprattutto da ogni dingolo cittadino e con questi accorgimenti speriamo che si possa scongiurare quella che si sta trasformando in una vera a propria epidemia. 

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