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Alexandre Dumas è stato uno scrittore e drammaturgo francese. Maestro del romanzo storico e del teatro romantico, ebbe un figlio omonimo. È famoso soprattutto per i capolavori Il conte di Montecristo e la trilogia dei moschettieri formata da I tre moschettieri, da Vent’anni dopo e da Il visconte di Bragelonne.

Il conte di Montecristo (Le Comte de Monte-Cristo) è uno dei più famosi romanzi francesi pubblicato nel 1848.

 

Nel 1815, Edmond Dantès, marinaio di diciannove anni, è appena sbarcato a Marsiglia dopo aver preso da secondo il comando della sua nave, la Pharaon, a seguito della morte per febbre cerebrale del capitano. Qui gli viene confermato dall’armatore Pierre Morrel, proprietario della Pharaon, che verrà ufficialmente nominato capitano: ma questa non è l’unica buona notizia, Edmond può infatti finalmente riabbracciare il suo povero e vecchio padre e sposare la donna che ama, la catalana Mercédès. Tuttavia Edmond non riesce a coronare i suoi sogni, infatti, prima ancora che il matrimonio venga consumato, viene arrestato con l’accusa di aver tramato come agente bonapartista.
Edmond non ha alcun interesse nell’attività politica ed è innocente, l’unica colpa che può essergli attribuita è quella di aver fatto scalo con la nave all’Isola d’Elba, dove si trova prigioniero Napoleone, e aver accettato di consegnare una lettera ad un uomo senza sapere che si trattava di un carteggio tra bonapartisti.
Dietro l’odioso inganno vi sono alcuni uomini: Danglars, anch’egli in servizio sulla Pharaon e invidioso che Dantès sia stato nominato dal capitano morente come suo successore, l’avido sarto Gaspard Caderousse, vicino di casa del padre, che nutre anch’egli sentimenti ambigui per le fortune di Edmond e Fernand Mondego, un cugino di Mercédès che cerca senza successo di concupire la ragazza la promessa sposa di Edmond. Ad essi si aggiunge il giovane procuratore dalla dubbia morale che ha accolto la denuncia, si tratta di Gerard de Villefort, che è preoccupato di perdere credibilità davanti ai parenti anti-bonapartisti della sua amata, Renée de Saint-Méran. Villefort inizialmente, rendendosi conto della sincerità di Dantès, cerca di chiudere la faccenda facendosi consegnare la lettera ma, una volta scoperto che il destinatario è suo padre, non potendo auto-denunciare la propria famiglia decide di bruciare la lettera…

 

Il 24 febbraio 1815 la vedetta della Madonna della Guardia dette il segnale della nave a tre
alberi il Faraone,che veniva da Smirne, Trieste e Napoli.
Com’è d’uso, un pilota costiere partì subito dal porto, passò vicino al Castello d’If e salì a
bordo del navigliofra il capo di Morgiou e l’isola di Rion.
Contemporaneamente com’è ugualmente d’uso, la piattaforma del forte San Giovanni si
ricoprì di curiosi;poiché è sempre un avvenimento di grande interesse a Marsiglia l’arrivo
di qualche bastimento, in particolare poi quando questo legno, come il Faraone, si sapeva
costruito, arredato e stivato nei cantieri della vecchia Phocée e appartenente ad un
armatore della città.
Frattanto il naviglio avanzava ed aveva felicemente superato lo stretto, formatosi da
qualche scossa vulcanica fra l’isola di Casareigne e quella di Jaros.
Aveva oltrepassato Pomègue, avanzando il suo gran corpo sotto le sue tre gabbie ma tanto
lentamente, e con andamento così mesto, che i curiosi con quell’istinto che presagisce le
disgrazie, si domandavano quale infortunio fosse accaduto a bordo…

Aurora Sannino

Aurora Sannino
Un sorriso in più,occhi chiari e labilità.
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