I farmaci più utilizzati per abbassare il colesterolo sono in grado di dimezzare il rischio di tumore al pancreas.

Le statine, i farmaci più utilizzati per abbassare il colesterolo, possono dimezzare il rischio di tumore al pancreas. Lo hanno scoperto ricercatori italiani con uno studio sostenuto da Airc (su Scientific Reports). «È il tumore più letale, con un tasso di mortalità del 95 per cento, e a differenza delle altre neoplasie, è in aumento: in dieci anni diventerà la seconda causa di morte per cancro, anche perché non c’è ancora una cura efficace» spiega Gabriele Capurso , responsabile di Gastroenterologia dell’Ospedale Sant’Andrea di Roma.

L’ idea degli scienziati è stata di indagare se medicinali diffusi, come le statine appunto, avessero proprietà protettive contro questo cancro. Lo studio ha coinvolto 500 persone con tumore al pancreas, più altre mille affette da malattie meno gravi, intorno ai 65 anni: l’età più a rischio per questa neoplasia e nella quale un quarto prende le statine.

«Abbiamo scrupolosamente interrogato i pazienti sulle loro abitudini e stili di vita. In coloro che prendevano statine da più tempo l’incidenza di cancro pancreatico era quasi dimezzata, ma non solo: l’effetto protettivo è stato più evidente nei sottogruppi con un rischio elevato, ossia uomini, obesi e fumatori» continua Capurso. Anche in chi aveva già il tumore si è vista una maggiore sopravvivenza. «Le statine danno fastidio, in un certo senso, alle cellule tumorali» precisa il ricercatore. «Agiscono inibendo alcune molecole che trasportan o i messaggi tra le cellule responsabili della crescita del carcinoma». Un «effetto collaterale» benefico dei farmaci anticolesterolo, insomma. In più, oltre a «chiudere questi rubinetti che erogano segnali intracellulari, le statine diminuiscono I’infiammazione, che è sempre un fattore pro tumorale».

Il prossimo passo sarà uno studio multicentrico (coinvolti il San Raffaele di Milano e I’ istituto Karolinska in Svezia) su soggetti a forte rischio perché hanno lesioni al pancreas e cisti, precursori del tumore.Con la risonanza magnetica si vedrà quanto le statine riescono a contenere l’evoluzione di queste formazioni. In cantiere anche un altro studio su individui già colpiti dal tumore: una volta asportato, la probabilità che si riformi è dell’80 per cento. «Andremo a vedere di quanto le statine riescono a ridurre le recidive nei circa 400 soggetti operati ogni anno al San Raffaele».

                                                                                                                                                                      FONTE
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