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Fëdor Dostoevskij (Mosca, 11 novembre 1821– San Pietroburgo, 9 febbraio 1881)  è stato uno scrittore e filosofo russo. È considerato uno dei più grandi romanzieri e pensatori russi di tutti i tempi. A lui è intitolato il cratere Dostoevskij sulla superficie di Mercurio.

Un sognatore, isolato dalla realtà e da qualsiasi rapporto di amicizia, durante una sua passeggiata notturna incontra, sul lungofiume, una ragazza che risveglia in lui il sentimento dell’amore. Lei si chiama Nasten’ka, è una diciassettenne e viene subito colpita dal carattere timido e impacciato di lui, tanto che si incontrano di nuovo la notte dopo. Il romanzo si svolge in quattro notti, durante le quali i due si aprono l’uno all’altra, il protagonista rivela tutto il suo distacco dalla realtà, e il suo mondo di fantasie, tetro e illusorio, mentre lei si sfoga sulla sua vita privata. La ragazza racconta che vive sotto il controllo di una vecchia nonna cieca che arriva persino ad appuntare il proprio vestito a quello della ragazza con uno spillo, e che sta aspettando, da un anno ormai, il suo amore perduto, un inquilino della nonna che, dopo la sua rivelazione d’amore, le aveva chiesto un anno di attesa, data la povertà di lui, senza però prometterle nulla. Passato l’anno, Nasten’ka invia una lettera al coinquilino e fissa un incontro per la notte, che non avverrà. Quindi, decide di dimenticarlo, seppur con scarsi risultati, e anche in lei pare esser nato lo stesso sentimento che prova il sognatore…

 

Era una notte splendida, una di quelle notti che capitano soltanto quando si è giovani, caro lettore. Il cielo era così stellato, così luccicante, che dopo averlo contemplato veniva naturale chiedersi se sotto un cielo simile potessero vivere uomini irascibili e scontrosi. Anche questa è una domanda da giovani, caro lettore, molto da giovani [..]

Aurora Sannino
Un sorriso in più,occhi chiari e labilità.
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