E’ ormai (quasi) tutto pronto per la notte più attesa dell’anno: domenica 4 marzo, al Dolby Theatre di Los Angeles, andrà in scena la 90esima edizione degli Academy Awards, i premi più importanti dell’universo cinematografico, meglio conosciuti come Oscar.
In vista della cerimonia, che verrà condotta da Jimmy Kimmel per il secondo anno consecutivo, impazzano in tutto il mondo pronostici e indiscrezioni su chi vincerà le statuette più ambite dell’universo cinematografico. Dagli scommettitori più incalliti ai semplici appassionati, tutti scelgono i propri favoriti, sperando che il loro istinto coincida con il gusto dei membri dell’Academy.

Non si può che iniziare parlando de «La forma dell’acqua», il film di Guillermo del Toro che con 13 nomination parte in prima fila nelle categorie più importanti. Molto probabilmente otterrà il maggior numero di statuette durante la serata, ma nella categoria più ambita – quella per il miglior film – avrà vita difficile contro «Tre manifesti a Ebbing, Missouri» di Martin McDonagh, già vincitore del Golden Globe per il miglior film drammatico e vero favorito per l’Oscar principale.

Dietro di loro ci sono «Lady Bird» di Greta Gerwig e «Scappa – Get Out» di Jordan Peele, mentre sono pochissime le speranze per «Chiamami col tuo nome» di Luca Guadagnino in questa categoria.
Il film del regista italiano, invece, dovrebbe averla vinta nel gruppo per la miglior sceneggiatura non originale, mentre per quella originale è una sfida a due tra «Tre manifesti a Ebbing, Missouri» e «Scappa – Get Out».
Guillermo del Toro non sembra aver rivali come miglior regista – sono distanziati nei pronostici Christopher Nolan («Dunkirk») e Greta Gerwig («Lady Bird») – e il suo «La forma nell’acqua» dovrebbe svettare anche in diverse categorie tecniche.

Come miglior attore protagonista Gary Oldman, per aver interpretato Winston Churchill ne «L’ora più buia», è nettamente in vantaggio sui suoi colleghi, così come Frances McDormand è già pronta ad alzare la statuetta come miglior attrice protagonista per «Tre manifesti a Ebbing, Missouri».
Tra i non protagonisti si punta su Sam Rockwell («Tre manifesti a Ebbing, Missouri») e Allison Janney («Tonya»), anche se quest’ultima dovrà guardarsi le spalle dalla concorrenza di Laurie Metcalf per «Lady Bird».

Se è scontata la vittoria di «Coco» della Pixar come miglior lungometraggio animato, si profila una sfida a tre per il titolo di miglior film straniero con «Una donna fantastica» di Sebástian Lelio (Cile), «The Square» di Ruben Östlund (Svezia) e «Loveless» di Andrey Zvyagintsev (Russia), che potrebbero aggiudicarsi l’importante riconoscimento.
Per quanto riguarda il gruppo dei documentari, il tifo è tutto per Agnès Varda, la grande regista transalpina classe 1928, che merita l’Oscar per il suo emozionante «Visages, villages», presentato all’ultimo Festival di Cannes.

CHI VINCERA’?

-Il sole 24 ore-

Autore

Amalia Di Palma
Amalia Di Palma
Liberista e Femminista. Amante del volontariato e di ogni forma di arte e spettacolo. Combattiva dalla nascita, tanto da battezzare la sua arma vincente: "Tutto è possibile!".

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