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Può un farmaco usato per combattere una dipendenza essere utile anche contro il cancro? Pare proprio di si. Si tratta del disulfiram- Antabuse. Questo farmaco viene generalmente usato per combattere la dipendenza dall’alcol e funziona cosi: Il farmaco, infatti, influisce sul modo con cui l’alcol viene metabolizzato dall’organismo: se si beve mentre si sta assumendo il farmaco, si sperimentano effetti collaterali sgradevoli, come nausea, vomito, mal di testa. Questo rimedio viene usato da più di sessant’anni con risultati molto positivi. Le sue proprietà anticancro però non erano ancora conosciute, cioè si erano fatte delle ipotesi, ma non era ancora stato preso in considerazione per tale scopo. La prima osservazione era venuta all’inizio degli anni Settanta: una giovane donna cui era stato diagnosticato un tumore al seno con metastasi alle ossa, divenuta alcolista, aveva smesso tutte le terapie oncologiche quando la malattia si era aggravata, continuando a prendere il disulfiram per disintossicarsi dall’alcol. Morta in seguito per unaRisultati immagini per disulfiram antabuse caduta accidentale, all’autopsia, i medici erano rimasti sorpresi nel constatare che le metastasi alle ossa erano quasi completamente scomparse. Vari studi in vitro e su animali avevano successivamente dimostrato che la sostanza uccideva le cellule maligne e rallentava la crescita dei tumori. Ciò che però risultava ignoto era il suo meccanismo d’azione. Successivamente,in studi sia in vitro sia sui topi, i ricercatori hanno poi confermato che il disulfiram rallenta la crescita del tumore del seno, in particolare se somministrato in combinazione con un supplemento di rame, già noto per aumentare l’effetto del farmaco. Infine, gli studiosi hanno individuato il metabolita del disulfiram che, accumulandosi nei tumori, ma non nei tessuti normali, blocca un meccanismo di riparazione all’interno delle cellule ed esercita su di loro un’azione tossica. Ovviamente, chi scrive, non si sbilancia nel dire che questo sia un rimedio a tutte le forme di cancro, però può risultare una buona strada percorribile e tanti e tanti studi vanno ancora fatti dato che il tutto è in fase di sperimentazione, anche se gli studi in Danimarca, fatti su pazienti malati di tumore dal 2000 al 2013, hanno dimostrato che le morti di tumore, sopratutto  quelli dell’intestino, del seno e della prostata erano del 34 per cento meno frequente tra coloro che, anche dopo la diagnosi, avevano continuato a fare uso dell’Antabuse.

Ciao a tutti alla prossima.

Elena Coppola

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