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Il braccialetto elettronico(art.275 bis del cpp)

Con legge n°10/2014 il giudice nel disporre la misura degli arresti domiciliari prescrive le procedure di controllo elettroniche (braccialetto elettronico ) salvo che le ritenga non necessarie in relazione al grado e alla natura dell’ esigenza cautelare specifica e tenuto conto della disponibilità della strumentazione presso la polizia giudiziaria .Il braccialetto elettronico non  viene acquistato ,ma preso a noleggio presso l’ azienda produttrice dal ministero dell’ interno. Questo permetterà un risparmio ,sia economico che di risorse umane solo apparente perché comunque sia sarà necessario completare le relative indagini.

C’ e’ un però. L’ imputato può decidere di non prestare consenso all’ esecuzione degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico . A questo punto il giudice non dovrà automaticamente disporre la misura cautelare in carcere ma scegliere un ‘ alternativa che sia adeguata e proporzionale all’ esigenza specifica.

Tale misura cautelare è favorevole all’ imputato rispetto al carcere perché risponde al principio di minor sacrificio della libertà personale. Altro effetto favorevole è che contribuisce a diminuire la popolazione carceraria in diretto collegamento con l’ articolo della settimana scorsa in cui abbiamo trattato proprio del problema  del sovraffollamento carcerario e delle possibili soluzioni per adeguarci alle direttive dell’ unione europea certo conformi alle norme della nostra  carta costituzionale (non sempre).

 

Lucia Polise

Lucia Polise

La mossa vincente è giocare giusto.

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