Questa è forse la più bella e trascinante storia d’amore della letteratura straniera. Un sentimento angoscioso, rovinoso, non limpido ma legato con forza alla violenza e alla morte. Erotismo puro o amore passionale, qualunque essa sia la terminologia utilizzata, più l’intensità del sentimento è grande, maggiore è la manifestazione della distruzione dell’uomo.

L’unione dei due protagonisti, Catherine e Heathcliff, si sviluppa nel trascorrere le loro giornate nella landa, tra una corsa selvaggia e l’altra, liberi da ogni convinzione o costrizione del tempo: la società imponeva un massiccio utilizzo della ragione fondata sul calcolo interessato. Nonostante le loro dimenticanze nei confronti di questo mondo adulto e freddo, sono destinati ad accedervi in quanto il giovane tenebroso Heathcliff è costretto a fuggire da questo ambiente bucolico di cui ne ha goduto insieme alla sua amata Catherine, la quale, a sua volta, è attratta dalla vita agiata che un giovanotto nobile e sensibile può garantirle. Heathcliff, ritornato ricco dal suo lungo viaggio, avrà tutti i suoi motivi per vivere la scelta di Catherine come un tradimento, una rinuncia alla loro infanzia. Non c’è legge, non c’è forza, nessuna pietà, nulla che possa frenare il furore di Heathcliff, nemmeno la morte, visto che il nostro protagonista sarà causa della malattia della sua amata. Gli impulsi giovanili nascono dalla semplicità e dall’innocenza, dalla purezza di un sentimento che trova la sua verità intima nella morte.

“Cime Tempestose è un’opera difficile da maneggiare: fitto delle allucinazioni di una giovane donna che conversava già con la morte, squassato da insane violenze passionali, paesaggio di venti, di nuvole basse, di eriche e rocce abitate da esseri non totalmente umani, vogliosi di vendetta, di sofferenza, di morte, mostruosamente amorosi, questo racconto insieme velenoso e purissimo, nequitoso e verginale, impedisce ogni discriminazione di improbabile, di irragionevole, di immorale.” – Giorgio Manganelli

Emily Bronte nella sua breve vita fu molto infelice sebbene fosse rimasta intatta la sua purezza morale. Nacque nel 1818 nella canonica Yorkshire, dalla quale non ne uscì mai; in piena campagna, nelle lande, in un rude paesaggio ricevette un’educazione alquanto austera a cui si aggiunse la perdita della dolce madre. Sappiamo bene che le sorelle Bronte furono animate da un ardente spirito letterario tuttavia Emily, tra le tre, preferiva rifugiarsi nei fantasmi della sua immaginazione. Era buona, attiva, devota, esteriormente incarnava la dolcezza e la moralità ma nella letteratura esprimeva la trasgressione temporanea dell’interdizione, quell’affrancamento che libera da ogni pregiudizio di ordine etico e sociale.

Consiglio vivamente la lettura di questo romanzo, è uno dei tesori più preziosi della mia libreria. 

Autore

Mariarca Reale
Mariarca Reale
"Sii sempre il meglio di ciò che sei sempre stata"

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