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Certe volte, se non vengono bloccati come spam, arrivano fin nella casella di posta elettronica: messaggi in cui si magnificano i risultati di misteriose cure anti-diabete tenute segrete dalla lobby dei medici per incassare profitti con i farmaci. Ma se in questi messaggi, spesso pure un po’ sgrammaticati, è facile riconoscere l’impronta delle fake news, in alcuni casi le informazioni scorrette arrivano ai pazienti in maniera molto più subdola, presentandosi con tutti i crismi della verità e i guai sono dietro l’angolo: per questo la Società Italiana di Diabetologia (SID) ha di recente richiamato l’attenzione sulle tante false notizie in circolazione sul web, invitando i diabetici a chiedere sempre conferma ai medici di quanto trovato

Il DiaRemedium cinese

 Qualche tempo fa, per esempio, furoreggiava il DiaRemedium, un cerotto basato su principi di medicina cinese decantato come la soluzione definitiva contro la glicemia alta: i blog erano pieni di domande, in tanti hanno acquistato il prodotto fiduciosi. L’equivoco in parte nasceva dalla quasi concomitanza con la pubblicazione di lavori scientifici in cui si sperimentavano cerotti in grado di misurare la glicemia e contemporaneamente erogare insulina, testati però solo su animali e ben lontani dall’arrivo in clinica; il risveglio è stato amaro per molti, come si capisce scorrendo la pagina Facebook dedicata a DiaRemedium, grondante della delusione di chi ha speso decine di euro per trovarsi al punto di partenza o peggio. Perché nessuna ricerca ha mai dimostrato che funzionino ed è pure poco chiaro che cosa contengano.

Le diete miracolose

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Tantissimi hanno seguito prima o poi un’alimentazione iperproteica, ma ai diabetici fa male perché affatica i reni e aumenta il rischio di chetoacidosi metabolica, una complicanza pericolosa dovuta alla presenza nel sangue di tanti corpi chetonici, risultato di un metabolismo che in eccesso di glucosio e assenza o resistenza all’insulina utilizza gli acidi grassi al posto degli zuccheri. Nessuna dieta “strana” guarisce dal diabete, il regime alimentare corretto per un controllo ottimale della malattia è quello di tipo “mediterraneo”.

I nutraceutici

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I nutraceutici sono composti “naturali” spacciati come anti-diabetici o addirittura come possibili sostituti dell’insulina, ormone salvavita per i 300mila italiani con diabete di tipo 1 e terapia indispensabile anche per 800mila diabetici di tipo 2 in scompenso metabolico. «Farne a meno significa andare incontro a danni certi, o peggio», sottolinea Giorgio Sesti, presidente SID. Non ci sono studi che dimostrino effetti straordinari di nutraceutici contro il diabete e “naturale”, poi, non è per forza sinonimo di “sicuro”.

La dieta del gruppo sanguigno

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Associata all’attività fisica riuscirebbe a guarire dalla malattia e, nel caso del diabete di tipo 1, potrebbe far ridurre o perfino sospendere la terapia insulinica. In realtà non esistono studi scientifici che abbiano mai dimostrato che un’alimentazione basata sul gruppo sanguigno possa guarire da una qualsiasi malattia, men che meno dal diabete.

Il Diabete Protocollo

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È stato inventato da Kenneth Pullman, sedicente biologo che utilizza tutto l’armamentario classico dei propalatori di terapie alternative: gli studi in gran segreto osteggiati da Big Pharma, l’ipotesi di un meccanismo diverso di malattia (gli zuccheri di troppo non dipenderebbero dall’insulina ma dall’eccesso di produzione di glucosio in rene e fegato) e soprattutto la scoperta del rimedio miracoloso, che debella il diabete per sempre in pochi giorni. Decantando successi in migliaia di adepti e sottolineando il costo contenuto della sua “terapia”, Pullman ha convinto tanti, ma Giorgio Sesti, presidente SID, sottolinea: «I risultati non sono provati da nessuno studio pubblicato e l’assunto di partenza è pericoloso: sospendere l’insulina può mettere a rischio la vita. Prima di interrompere le cure o intraprenderne di nuove è sempre bene rivolgersi al proprio medico per un consiglio».

Falso mito: l’eccesso di dolci fa diventare diabetici

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Non è vero, l’eccesso di grassi saturi aumenta il rischio di diabete molto di più rispetto a un consumo elevato di zuccheri, come spiega Giorgio Sesti presidente SID: «Certo, eccedere con gli zuccheri semplici non fa bene perché aumenta il rischio di resistenza all’insulina e fa accumulare chili di troppo che poi facilitano gli scompensi metabolici. Tuttavia ciò che accresce davvero la probabilità di ammalarsi, molto di più rispetto agli zuccheri, è mangiare troppi grassi saturi, quelli che troviamo in formaggi grassi, salumi, carni: a seconda del tipo e della quantità di grassi saturi introdotti infatti si può avere una riduzione della secrezione di insulina, che impedisce un corretto smaltimento del glucosio, o al contrario un eccesso di produzione, che favorisce la comparsa di resistenza all’ormone. Inoltre i grassi saturi di troppo si depositano dove non dovrebbero, ovvero su fegato e muscoli: nel fegato inducono un’iper-produzione di glucosio, nel muscolo ne compromettono il corretto funzionamento rendendolo meno “reattivo” all’insulina. Entrambi i meccanismi favoriscono la resistenza all’ormone, anticamera del diabete di tipo 2».

Falso mito: l’insulina va bene solo per chi è molto grave

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L’ormone diventa utile anche in caso di diabete di tipo 2 se c’è uno scompenso metabolico, ma non indica una malattia “al capolinea”. «L’insulina è considerata il simbolo della gravità del diabete e per quanto possibile schivata e procrastinata dai pazienti con diabete di tipo 2 che ne avrebbero bisogno – aggiunge Domenico Mannino, presidente dell’Associazione Medici Diabetologi –. Questa falsa credenza ha un impatto deleterio sulla possibilità di contrastare e curare efficacemente il diabete, mettendo a rischio il buon esito del percorso di terapia».

Falso mito: i diabetici di tipo 1 possono fare a meno dell’insulina

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 L’ormone è un salvavita per chi non lo produce più, non può essere mai sospeso perché ciò potrebbe portare al coma e alla morte. Le cure alternative che promettono di poter dire addio all’insulina sono parecchie perché liberarsi dalle iniezioni sarebbe il sogno di molti, ma provarle è a dir poco rischioso come conferma Domenico Mannino, presidente AMD: «Sono tutte un’illusione e purtroppo hanno anche portato alla morte alcuni bimbi a cui i genitori avevano interrotto la somministrazione di ormone. A volte i pazienti sono convinti di poter fare del tutto a meno di farmaci e medici: idee pericolose alimentate da teorie complottiste o dal mito dilagante delle terapie “naturali”».

Falso mito: in gravidanza bisogna mangiare per due

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 Si tratta di un falso mito tuttora vivo e vegeto, nonostante sia stato sconfessato da innumerevoli ricerche: l’idea è che solo mangiando il doppio si possa garantire un adeguato nutrimento al feto, invece al contrario l’eccesso calorico favorisce l’aumento di peso e aumenta il rischio di sviluppare il diabete gestazionale.

Falso mito: il diabete dipende dai geni

La familiarità conta, ma avere un papà o un nonno diabetico non dà la certezza che ci ammaleremo. «Uno stile di vita sano può tenere alla larga il diabete anche in chi è predisposto geneticamente ad ammalarsi – osserva Giorgio Sesti, presidente SID –. Peraltro è bene diffidare dai tanti che propongono test genetici per “predire” la probabilità di diabete: molto pubblicizzati, costano svariate centinaia di euro ma non aggiungono nulla a ciò che si può scoprire sottoponendosi a costo zero a una carta del rischio per il diabete che valuta pochi, semplici parametri (un piccolo test si può fare anche sul sito SID, www.siditalia.it, ndr). Conosciamo appena il 10 per cento dei geni coinvolti nella malattia, i test genetici non servono».

Gaetano Ciro Coppola
È un liberale, liberista e decisamente libertario.
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