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Stabilire se una percezione è reale o illusoria è essenziale per una relazione coerente con il mondo esterno

Il livello di fiducia che attribuiamo a una percezione (visiva, uditiva o tattile) è gestito da un unico sistema di valutazione generale degli stimoli  sensoriali . La scoperta – firmata da un gruppo di ricercatori del Politecnico di Ginevra (EPFL) e pubblicata sul “Journal of Neuroscience”  – rappresenta un passo in avanti significativo verso la comprensione dei meccanismi che ci permettono di passare dalla percezione di uno stimolo alla consapevolezza dell’ambiente che ci circonda, gettando potenzialmente luce su alcuni aspetti di diversi disturbi neurologici e psichiatrici, a partire dalla schizofrenia, in cui questa forma di metacognizione è compromessa.

Per metacognizione si intende la capacità di accedere, descrivere e regolare i nostri stati mentali: Riflettere sui nostri pensieri, “sapere di sapere”, “essere consapevoli di essere consapevoli”, per esempio, sono competenze cognitive di ordine superiore che appartengono alla sfera metacognitiva.
Come nasce la fiducia nelle proprie percezioni

 

L’importanza  dell’esattezza delle stime (metacognitve) dell’affidabilità in quanto percepito nella vita quotidiana è evidente, basti pensare alle reazioni al pianto di un bambino all’odore di una perdita di gas.Tuttavia, le vie percettive di vista, udito e tatto sono distinte, per cui i ricercatori si sono chiesti se i diversi sistemi percettivi avessero ciascuno un proprio meccanismo di valutazione dell’affidabilità o se questo fosse unico per tutti, come è suggerito dal fatto che spesso la fiducia in ciò che percepiamo dipende da più stimoli. Per esempio, se ci troviamo da soli in mezzo a un deserto scarteremo facilmente come illusoria la sensazione di aver udito il pianto di un bambino, ma non se siamo in un giardino pubblico o un centro commerciale.

Una serie di esperimenti condotti da Nathan Faivre e colleghi con tecniche di tipo psicofisico (registrazioni elettrofisiologiche), comportamentale e di modellazione al computer ha permesso di mostrare che tutti i sensi seguono le stesse regole per la valutazione di affidabilità, e che se un soggetto ha elevate prestazioni metacognitive per un senso (per esempio la visione) ha facilmente buoni risultati anche in altri sensi (per esempio gli stimoli olfattivi e tattili). “In altre parole,” spiega Faivre, “quelli di noi che sono bravi a sapere ciò che vedono sono anche bravi a sapere ciò che sentono e toccano“. Ciò indica che il monitoraggio dei processi percettivi avviene attraverso un meccanismo neurale comune.

 

Assinfinito
L’Associazione Infinito nasce dall’iniziativa e dalle idee di alcuni giovani animati dal desiderio di rilanciare il territorio.
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