“Tragedia nel mondo del calcio : è morto Astori “

Queste, le poche e fredde parole con cui, attraverso una notifica della app di Sportmediaset,  sono stato informato dell’accaduto. 
Gli occhi si dilatano nel leggere tale titolo. Speri di aver letto male, ma l’illusione durerà pochissimo. La realtà è lì. Su ogni maledettissimo sito web, che sia sportivo o meno.

Il capitano della Fiorentina e difensore della nazionale italiana, non c’è più.

Davide Astori aveva 31 anni, compiuti non più di 2 mesi fa. Una compagna con cui sarebbe andato all’altare.
Ma sopratutto una bambina di 2 anni. Un’età in cui impari a dire “Papà”…

L’autopsia sul corpo di Davide ci dirà probabilmente la causa del suo decesso, arrivato improvvisamente in una camera d’albergo di Udine, nella notte tra Sabato e Domenica, dove l’intera squadra era in procinto di fare colazione per poi scendere in campo, quel pomeriggio, sfidando l’Udinese. 
Ma non ci darà nessuna risposta alla domanda che tutti ci siamo fatti : come può un ragazzo così giovane e soprattutto un atleta ad altissimi livelli, perdere la vita in questo modo. Un cuore che in piena notte, smette di battere. Nonostante i continui e periodici test a cui sono sottoposti, esistono purtroppo patologie definite “silenti”, ovvero che non hanno sintomi rintracciabili, ma che sono lì, pronti a farti male, come quegli attaccanti che Davide affrontava in campo, cercando di tenerli a bada.

Immediatamente dopo la diffusione della triste notizia, la decisione di rinviare tutte le gare in programma domenica, in segno di lutto e di rispetto. 
Nessun calciatore aveva la voglia e lo spirito di scendere in campo. Giustamente. Perche Astori era stimato, ben voluto da tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo, allenarlo e giocare con lui.
Tanti, tantissimi i messaggi che hanno affollato il web, in memoria di Astori. Perchè ci sono valori che, fortunatamente, nello sport ancora esistono e pretendono di venir fuori.
Compagni di squadra, di nazionale, rivali e tanti sportivi hanno voluto ricordare lo sfortunato Davide. Senza distinzione di fede calcistica.

Avrei voluto tanto potervi raccontare oggi di come era andata la giornata di campionato… dei bei gol segnati o degli errori arbitrali.
Magari Davide Astori lo avrei anche preso in giro perchè avrebbe combinato qualche “strafalcione” facendomi perdere pure al Fantacalcio… 

L’Associazione Infinito si stringe attorno alla famiglia Astori per questa grave e triste perdita che ci ha sconvolto profondamente.

Il grande dolore che ci provoca la morte di un buon conoscente ed amico deriva dalla consapevolezza che in ogni individuo v’è qualcosa che è solo suo, e che va perduto per sempre.”  (Arthur Schopenhauer )

Ciao Davide.

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