Il racconto d’eccellenza per grandi e piccini, avvezzo di allegorie, che veicola sotto un particolarissimo manto fiabesco, messaggi e rappresentazioni realistiche inerenti alla natura e al comportamento umano, in tutte le sue molteplici sfaccettature.

Un aviatore, nonchè il narratore, è costretto da un’avaria ad atterrare in pieno deserto: sabbia, solitudine e, sopra il suo capo, le stelle; improvvisamente una voce irrompe nei suoi pensieri, chiedendo: << Mi disegni, per favore, una pecora? >>. Ecco il Piccolo Principe, un ragazzo minuto, delicato, umano, che con estrema eleganza e infinita leggerezza, vaga per lo spazio. Sembra che tutto ciò sia tratto da una storia vera in quanto nel 1935, nel Sahara libico, insieme al compagno Andrè Prevot, lo scrittore rischiò quasi di morire disidratato. Così la fine del libro racconta di una sparizione, come quella dell’autore quando il suo aereo si disperse durante una missione di ricognizione il 31 luglio 1944.

Il Piccolo Principe proveniva da un pianeta poco più grande di una casa, l’asteroide B612, di cui si occupava con amore, distinguendo con cura i semi delle erbe cattive da quelli delle erbe buone. Si trattava di un lavoro noioso ma facile…è davvero così semplice, nella vita di tutti i giorni, riconoscere e allontanare ciò che è nocivo per la nostra esistenza e allo stesso tempo privilegiare tutto ciò che ci rende felici ma soprattutto delle persone migliori?! A supporto di questo bellissimo passaggio, l’autore non può fare a meno di inserire la famosissima allegoria della rosa, che di lì a poco sarebbe diventata un’apparizione miracolosa per il ragazzino; profumava e illuminava le sue giornate, la sua rosa valeva più di tutte, era il tempo speso per essa che la rendeva così importante. Suona un pò come imperativo per i lettori: donare senza remore, amare senza tempo, custodire senza inganno. 

Traendo ispirazione dalla sua vita, l’autore ha modellato molti dei personaggi sulle persone che conosceva. Il fiero re, vestito di porpora e d’ermellino, che sedeva su un trono maestoso e considerava tutti gli uomini come suoi sudditi; il triste vanitoso, dal buffo cappello, che utilizzava per salutare chiunque lo acclamasse ma di lì nessuno passava; l’inconsolabile ubriacone che beveva per dimenticare la vergogna di ritrovarsi a bere, da solo; il cinico uomo d’affari, freddo calcolatore, razionale, che considerava il possesso dei beni materiali come unico scopo della propria esistenza; il buffo uomo che accendeva i lampioni, desiderava tanto dormire, sicuramente sarebbe stato disprezzato da tutti gli altri, dal re, dal vanitoso, dall’ubriacone, dall’uomo d’affari, eppure era il solo che non sembrava ridicolo poichè non si occupava di sè stesso ma di altro; il vecchio geografo non lasciava mai il suo ufficio, riceveva gli esploratori e prendeva appunti sui loro ricordi, consigliando vivamente di visitare il pianeta Terra. Il Piccolo Principe decideva così di recarsi lì ma si sentiva solo, nel deserto non c’erano uomini, solo una volpe, desiderosa di essere addomesticata affinchè l’uno avesse bisogno dell’altro, secondo dei riti, dei tempi prestabiliti per preparare il cuore e assaporare il prezzo della felicità.

La commovente immagine di un bambino addormentato, fedele come non mai al suo fiore, lo specchio di una rosa che risplendeva in lui come la fiamma di una lampada, anche quando riposa e cade dolcemente come cade un albero, senza fare rumore. Guardate il cielo, domandatevi se è giusto ciò che vi circonda, siate dubbiosi, critici, esploratori della realtà del tempo, iniziate fin da piccoli perchè da grandi non ci si rende conto di quanto ciò sia importante. Siate gentili, semplici, come gli occhi di un bambino che scruta il mondo per la prima volta e nega a sè stesso ogni forma di tristezza perchè tutto è più importante di tutto, l’egoismo non gli appartiene, lo stupore è insito in lui, è la sua arma migliore, non arreca danni ma è la migliore forma d’amore che possa usare.

Autore

Mariarca Reale
Mariarca Reale
"Sii sempre il meglio di ciò che sei sempre stata"

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